Nel 2026 potenziare la cultura alla privacy

Nella notizia del 7 gennaio Studio Lodi ha informato degli obiettivi per il 2026 e, tra questi, riportiamo per estratto quanto concerne l’aspetto della consulenza privacy:

(…) concentreremo l’attenzione nella rilevazione e sistemazione di quei dettagli che alcuni clienti sottovalutano (es. compilazione puntuale del Registro del Responsabile per i soggetti designati) piuttosto che ordinari follow-up. L’interesse sarà prevenire problematiche nella protezione dei dati personali o nella corretta gestione degli stessi (anche per evitare elevate sanzioni da parte della Guardia di Finanza o dell’Autorità garante). In proposito, un aspetto che andrà potenziato è la cultura alla privacy intesa come quella conoscenza minima che il personale aziendale deve avere, anche in ordine ad una professionalità attesa (perché avere consapevolezza delle regole a saper rispondere adeguatamente ad un interlocutore, sia esso cliente o ispettore, è sinonimo di professionalità).

Invitiamo a leggere il resto della citata notizia per ulteriori informazioni su:

  • corsi finanziati nel 2026 e seminario per datori di lavoro;
  • audit e sopralluoghi per sicurezza e privacy;
  • cultura della privacy per garantire professionalità;
  • sessioni di “induction” nelle aziende (soprattutto se con ampio turnover);
  • modelli organizzativi e di gestione (esimenti responsabilità, sgravi assicurativi);
  • servizi legali di antiriciclaggio e gestione della crisi d’impresa.

Uno sguardo, quindi, dovrà essere rivolto a favore della formazione in materia di privacy – valutando l’opportunità di progetti finanziati – ed, altresì, all’induction per elargire informazioni e chiarimenti al personale sull’organizzazione di lavoro e su cosa è lecito ovvero cosa vietato in generale e nel proprio contesto lavorativo.

Buona ripartenza a tutti.

PROMEMORIA PER LA CLIENTELA: Limitare l’uso della posta elettronica secondo buon senso e nel rispetto della netiquette. Cliccare qui per leggere l’invito diramato. D’altronde “meno e-mail significa meno stress e più produttività”.

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