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Smart assistant: un mare di vantaggi, ma la nostra privacy?

Quando si pensa agli smart assistant si pensa principalmente agli assistenti vocali che sono stati lanciati negli ultimi anni da Apple, Amazon, Microsoft e Google; dobbiamo però ricordare che in questa categoria rientrano anche tutti quelle tecnologie integrate nei dispositivi elettronici di comune uso (es. Siri, Bixby ecc.).

Questi strumenti sono stati studiati e creati al fine di rendere migliore la vita di ognuno: offrono infatti vantaggi che vanno dalla semplice comodità al miglioramento della qualità della vita per coloro i quali, ad esempio, sono non vedenti (offrendo, a prezzi contenuti, un facile accesso a servizi diversamente di più difficile fruizione a coloro i quali hanno necessità particolari).

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La rete 5G rappresenta un rischio per la nostra salute?

5G (acronimo di 5th Generation) è il termine utilizzato per indicare l’insieme delle tecnologie di quinta generazione: esso supera il suo predecessore, la 4th Generation (4G/LTE), per velocità e prestazioni: infatti, la banda più alta che le celle LTE possono, singolarmente, trasferire è 1 Gbps mentre nella tecnologia 5G ogni cella dovrà sostenere almeno 10 Gbps in upstream e 20 Gbps in downstream.

Nonostante le grandi aspettative che si hanno in relazione a tale tecnologia, alcuni esperti temono che l’esposizione a tali onde a radiofrequenza possa rappresentare un problema per la nostra salute.

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Libertà di informazione: vera o apparente?

Ci era stato promesso che, all’avvento della rete digitale, sarebbe seguita una maggiore diffusione delle informazioni. Queste sarebbero state di facile accesso e libere, portando così a una maggiore consapevolezza nei cittadini.

Per qualche tempo, forse, ciò è risultato essere vero, ma non c’è voluto molto prima che ci si rendesse conto che questa era un arma a doppio taglio: così come era più facile la trasmissione di notizie vere era altresì facilitata la diffusione di notizie false.

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Fake News: arriva in Italia l’estensione per valutare l’affidabilità dei siti

Per contrastare il fenomeno delle Fake News, la società statunitense NewsGuard Tecnologies Inc. ha ideato “Newsguard“, ovvero un’estensione per browser che analizza i siti di informazione e ne valuta la credibilità.

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Telecamere in azienda: accordo sindacale o autorizzazione dell’ispettorato del lavoro

Si ricorda che l’installazione di telecamere in azienda è possibile solo previo accordo sindacale (con le rappresentanze sindacali aziendali, se costituite) oppure con autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro da ottenersi con apposita istanza che ne giustifichi motivi-obiettivi e che alleghi l’informativa elargita ai sensi dell’art. 13 del Codice Privacy ed un set fotografico delle aree che si intende riprendere.

L’accordo sindacale o l’autorizzazione amministrativa deve essere ottenuta prima di procedere all’installazione.

Resta inteso quanto disciplinato dal D.Lgs. 196/03 e dall’art. 4 dello Statuto dei lavoratori (le recenti modifiche non hanno stravolto la sua struttura in ordine ai limiti ai controlli a distanza e alla procedura sindacale o amministrativa per l’installazione delle telecamere).

Valutazione impatto protezione dati

Il Garante per la privacy ha pubblicato le linee guida WP248 relative alla valutazione di impatto sulla protezione dei dati personali, al fine di poter capire quando e come effettuare l’analisi in commento.

Il Regolamento UE n. 679/2016, che sarà la nuova fonte normativa da maggio prossimo, impone cambiamenti sul piano del trattamento dei dati: dalla valutazione sul tipo di trattamento e sulle criticità che possono sussistere nella tutela degli stessi, alla contitolarità del trattamento, finanche alla portabilità dei dati automatizzati e, in alcune condizioni, l’obbligo di designazione di un Responsabile per la protezione dei dati (RDP, o acronimo inglese DPO cioè “Data Protection Officer”) che risponda all’esigenza di un monitoraggio continuo sulla sicurezza delle informazione raccolte e gestite dal titolare del trattamento. Nondimeno l’attenzione è rivolta all’enorme trattamento che circonda il mondo del web, pieno di insidie, con lo scopo di limitare gli abusi e far emergere il diritto dell’interessato (il cittadino, utente, cliente) ad un trattamento secondo principi di liceità, pertinenza, non eccedenza.

Per maggiori informazioni:

Regolamento UE. La protezione dei dati è un diritto di libertà

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